La crisi delle “strane coppie”

di Giorgio Cremaschi

Già prima delle ultime elezioni politiche, di fronte alle contestazioni sulla passività della CGIL da quando si era insediato il governo Monti, Susanna Camusso aveva risposto che il sindacato da solo non avrebbe potuto farcela. Per questo era indispensabile una sponda politica, che tutto il gruppo dirigente del maggiore sindacato italiano identificava nella vittoria di Bersani. Si sa come è andata.

Allontanatasi la sponda politica, per non essere travolta dalla piena del torrente della crisi, la CGIL ha cercato di aggrapparsi a CISL UIL e Confindustria. La dottrina delle “parti sociali” che nasce nella CISL e nel mondo democristiano, è stata immediatamente adottata. Si sono sottoscritti appelli sul fisco assieme alle associazioni delle imprese, appelli che cancellavano la diversità degli interessi sociali sul tema centrale della riduzione delle tasse. Si è pronunciata quasi simultaneamente alle imprese la sfiducia verso il nullismo del governo Letta. E soprattutto si è sottoscritto l’accordo del 10 gennaio sulla rappresentanza, un patto corporativo dove le principali organizzazioni dei lavoratori e delle imprese decidono di escludere dal sistema contrattuale chi non é d’accordo con loro.

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Guerra fra lavoratori nella Silicon Valley

di Carlo Formenti

Ricordate i panegirici dei guru della New Economy  sulle magnifiche sorti e progressive della “classe creativa”? Erano gli anni Novanta e la bolla speculativa dei titoli tecnologici non era ancora scoppiata. La tesi di fondo era che, così come in passato la proprietà della terra e il controllo sul capitale avevano consentito a due classi sociali – latifondisti e capitalisti – di dominare l’economia, nel futuro immediato sarebbe stato il controllo su conoscenze e informazioni a regalare il potere a ingegneri informatici, sviluppatori, web designer, studiosi di marketing online, fondatori si startup, ecc. vale a dire a tutti coloro che detengono il know how necessario a navigare nei procellosi mari dell’economia di rete.

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Ross@ Napoli. Ancora un attacco repressivo per chi chiede lavoro!

Stamattina il movimento di lotta napoletano ha subito un nuovo episodio repressivo con l’arresto  domiciliare di 10 precari BROS e l’ingiunzione a non lasciare il comune di residenza per altri 25.

Le accuse sono incredibili: la loro colpa è di essersi mobilitati per difendere il loro diritto al lavoro. I precari BROS hanno dimostrato di volere trattative per la loro vertenza, anzi sono sempre pronti ad incontrare le autorità, sollecitano in continuazione colloqui a tutti i livelli istituzionali, ma spesso le istituzioni sono sorde,  per farsi ascoltare a volte bisogna alzare la voce, bisogna scendere in piazza, bisogna mettere in campo tutte quelle pratiche che la lotta di classe usa da sempre.

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12/4. Manifestazione nazionale contro l’austerità dell’Unione europea

Una buona assemblea, quella di stamattina a Roma, nella facoltà di Fisica. E pensare che non era neppure scontato che si potesse organizzarla, riunendo le numerose anime del movimento antagonista di questo paese.

Alle difficoltà soggettive si era infatti aggiunta l’incertezza circa la data dell’”evento” aggregante, quel vertice europeo sulla “disoccupazione giovanile” che in un primo momento sembrava certo nel mese di aprile, per poi slittare – impercettibilmente ma molto probabilmente – verso luglio (se non addirittura all’autunno) quando toccherà all’Italia assumere la presidenza semestrale dell’Unione Europea. E, per le abitudini contratte in un ventennio ormai definitivamente concluso, sembrava diventato possibile solo mobilitarsi “in risposta” a un vertice o altro appuntamento istituzionale. Come se la sofferenza sociale potesse manifestarsi in tutta la sua dimensione politica unitaria solo per contrasto.

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ROSS@ Bologna. Contro il “Jobs act” di Renzi

Jobs Act: ennesimo attacco ai diritti delle lavoratrici e lavoratori
Basta con le politiche di ricatto sociale imposte da questa Unione Europea.

La proposta avanzata dal nuovo segretario del PD è fondata su una visione della società 
dove gli interessi del padronato sono totalmente dominanti rispetto ai diritti e agli interessi 
dei lavoratori e dei disoccupati. La sua proposta di un “nuovo codice del lavoro” è la 
proposta di nuove schiavitù e ricatti.
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Disobbedire alla resa

di Giorgio Cremaschi

Il regolamento applicativo dell’accordo del 31 maggio sottoscritto venerdì sera da Confindustria e da CGIL CISL UIL viola lo Statuto della CGIL e soprattutto la Costituzione.

Naturalmente non è che la cosa ci stupisca, il testo sottoscritto da poco semplicemente trasforma in regole scrupolose i principi e lo spirito antidemocratici già contenuti nell’accordo del 31 maggio 2013. Tuttavia vedere ora quelle regole è sconvolgente.

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25 gennaio – Assemblea di Ross@ a Savona

Presso la sala storica della Chiamata del Porto, in piazza Rebagliati 1, dalle ore 16
All’ordine dei lavori: il progetto di Ross@, la costruzione del soggetto politico.

Partono le assemblee sui territori per la creazione di un progetto politico anticapitalistico, di sinistra alternativa.

Un progetto che trova spazio nella desertificazione creatasi a sinistra.
Per colmare questo spazio abbiamo strumenti ideali, identitari, teorici che debbono essere politicamente radicati creando egemonia, traducendosi in proposte.

Il gruppo savonese, dopo le assemblee pubbliche dello scorso anno (il primo con Giorgio Cremaschi, il secondo sul tema della mancanza del lavoro e del flagello della precarietà in una delle province più coinvolte con i suoi 26.000 inoccupati ufficiali) , procede spedito verso la realizzazione, anche formale, con l’adesione a Ross@.

Un processo complesso, certamente non semplice, che vuole misurarsi con il ritorno della cultura politica, a cominciare dalla collocazione sulla frattura lavoro/capitale.

Assemblea Nazionale 14/12 – L’intervento di Franco Astengo

PRIMARIE PD, DEMOCRAZIA, SINISTRA

In precedenza a un sintetico commento al riguardo dei riflessi che l’esito delle primarie del PD, svoltesi domenica 8 Dicembre, avrà sul complesso della vicenda politica italiana è necessario rammentare che, al di là dei facili entusiasmi, ha votato circa il 6% del corpo elettorale: insomma tra la realtà espressa dal voto e la complessità sociale esistente nel Paese il passo è molto lungo.

Ricordato questo elemento che rimane comunque fondamentale al fine di una corretta interpretazione dei dati rimane da rimarcare come una parte sicuramente rilevante dell’elettorato che si è riconosciuto comunque, nel corso di questi anni, nell’offerta politica del cosiddetto centrosinistra abbia introiettato fortemente alcuni punti di proposta :

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Assemblea Nazionale 14/12 – Relazione politica

1) Dopo le ultime evoluzioni del quadro politico del nostro paese, mentre la crisi e la ristrutturazione capitalistica proseguono e le lotte e i movimenti sociali contrastano, ma non ribaltano la tendenza di fondo alla distruzione dei diritti sociali, è lecito domandarsi se sia necessaria, se sia possibile, come si possa avviare la costruzione di un soggetto politico esplicitamente anticapitalista unitario e di massa. Una cosa è chiara. La rabbia sociale dilagante o sarà egemonizzata dai ceti medi impoveriti, o da un nuovo blocco sociale antagonista e anticapitalista che parta dal mondo del lavoro sfruttato e precario. Nel primo caso è possibile che lo sbocco della crisi sia tutto nel conflitto tra destra borghese e liberale e destra neofascista. Nel secondo caso lo scontro principale sarà tra destra borghese e sinistra anticapitalista. Questa è la sola via democratica. Costruire le condizioni sociali e politiche perché si realizzi questo scontro è il compito principale del soggetto politico nuovo.

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