La crisi, l’Unione Europea il meridione d’Italia

Appunti per una discussione pubblica di ROSS@

di Michele Franco

Non sono un mistero i dati statistici e l’insieme dei vari indicatori statistici ed economici che ci segnalano un costante incrudimento di tutti i fattori di crisi economica e sociale nel Sud Italia.
Non è un mistero, infatti, che – al di là delle cortine fumogene della interessata propaganda di parte capitalistica – è il Meridione d’Italia il luogo in cui si addensano le percentuali più alte della disoccupazione di massa, della dilagante precarietà, del continuo calo dei consumi, della ripresa del fenomeno dell’emigrazione (intellettuale e manuale) e dell’inserimento nelle fasce di nuova povertà di larghe fasce di popolazione del cosiddetto ceto medio.
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Ross@ Napoli, 26 settembre

Giovedì 26 settembre, alle 15,30
al Centro Sociale “Carlo Giuliani” – Via Cesare Rosaroll, 48 – NAPOLI

Presentazione politica di ROSS@

Interverranno:
GIORGIO CREMASCHI
attivisti dei movimenti di lotta
compagni degli altri nodi territoriali di ROSS@ del Meridione d’Italia

Sono inviate le Vertenze sociali e sindacali della regione, le associazioni indipendenti e tutte le espressioni del conflitto politico e sociale.

ROSS@ Campania
rossa.campania@gmail.com

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Il femminicidio delle larghissime intese

di Imma Barbarossa

Confesso di aver provato un moto di sgomento nel sentire (e vedere) Angelino Alfano parlare di “violenza di genere” e di un decreto governativo composto di “prevenzione, punizione, protezione”. Con la retorica commossa del presidente del consiglio il femminicidio entra a pieno titolo in un provvedimento con cui le larghe intese affrontano con la fretta del “fare” l’emergenza della violenza maschile contro le donne,accanto a misure repressive contro il “terrorismo” del movimento No Tav  e… contro i ladri di rame.
Ancora una volta le donne entrano in un provvedimento di ordine pubblico e sicurezza, ancora una volta corpi e menti sotto tutela.
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Valsusa come Gezi Park

Tutta la grande  informazione ha seguito con trepidazione e simpatia la mobilitazione popolare in Turchia. Quel grande movimento democratico è esploso attorno alla protesta di centinaia di giovani che volevano impedire l’abbattimento di alcuni alberi in Gezi Park, un parco di Istambul destinato ad essere cancellato per far posto a qualche grande opera.
In Valle Susa sinora sono stati abbattuti oltre 5000 alberi, molti secolari, in uno scempio di cui ho personalmente potuto rendermi conto prima che tutta quell’area venisse chiusa al mondo diventando così una zona rossa, un’altro di quei buchi neri che da Genova in poi ingoiano la nostra democrazia.
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La presentazione di Ross@ ad Aversa

40 partecipanti con dubbi, interventi, domande e critiche hanno animato  la serata della presentazione di Ross@ ad Aversa (Caserta) il 18 sera.
La comunità già resistente del territorio, che da tempo ha caratteristiche di area metropolitana napoletana, ha discusso e immaginato la costruzione del movimento con parte delle figure caratteristiche della sua composizione.
Le precarie della scuola USB, gli studenti che hanno boicottato i test invalsi, gli operai di Indesit e Alenia delegati Fiom che sono dentro le lotte contro licenziamenti e ristrutturazioni, nuovi disoccupati giovani o espulsi dall’edilizia organizzati in comitato sono i soggetti reali con cui probabilmente si ricostruirà il tessuto di classe e che dovranno dar vita alla ricostruzione delle proprie organizzazioni e movimenti.
I ritardi e il peso degli sbagli compiuti negli ultimi decenni di analisi e pratica pesano ancora tantissimo in questo quadro, ma la crisi e le necessità politiche sostengono la ripresa di militanza con lungimiranza.
La vicinanza con Napoli e le sue contraddizioni avrà un riflesso notevole nel percorso di Ross@ cosi come la deflagrazione della sinistra storica ma la sfida è lanciata e indietro non si torna!
Ross@ Aversa

Milano, prima assemblea di Ross@. Prove tecniche di ripartenza

Prima assemblea di Ross@ a Milano all’Officina dei Beni Comuni, lunedì scorso, con la partecipazione di Giorgio Cremaschi.
Alla presenza di circa 60 partecipanti si è sviluppata un’ampia discussione sul tema della serata “Stanno uccidendo la democrazia: chi sono i mandanti?” che, prendendo spunto da una stimolante relazione dello stesso Cremaschi, è stata attraversata da una quindicina di interventi.
Le ragioni politiche su cui costruire un movimento anticapitalista di massa, è stato sottolineato, sono almeno tre. A partire da una lotta a tutto campo contro il sistema PD e la sua finta opposizione, per continuare nella costruzione di mobilitazioni (come quelle che si stanno preparando per l’autunno) attraverso la connessione di lotte che si esprimono nella loro radicalità  ma che purtroppo tra esse non hanno un progetto comune, individuando nell’Europa della Troika e nella lotta contro la politica dell’austerità il nemico contro cui combattere.
Nel 2015, scatta il Fiscal-Compact e, in regime di pareggio di bilancio, finiremo come la Grecia se non ci opporremo, se non diffonderemo tra le persone la conoscenza della vera posta in gioco, strumento formidabile potrebbe essere il referendum.
Ross@ si propone quindi per la costruzione di un movimento generale per la trasformazione radicale della società, un movimento che si doti di un progetto per il futuro con l’urgenza che la situazione attuale necessita; bisogna ricostruire una cultura anticapitalista in grado di produrre conflitto e che si determini nell’organizzazione dello stesso. Insomma c’è bisogno di mettere insieme le forze.
E i partecipanti all’assemblea milanese rappresentano, seppur in un’istantanea, lo spaccato della sinistra di classe che fu e che ancora c’è.
Tutti gli interventi hanno fondamentalmente condiviso l’analisi proposta, anche se con qualche distinguo, e si è convenuto che bisogna iniziare a costruire una storia comune, superare gli steccati che ogni micro-organizzazione ha costruito intorno a sé, sia essa politica, sindacale o sociale.
In più di un intervento s’è ricordato come, per esempio, l’attacco alla rappresentanza dei lavoratori (l’accordo del 31 maggio di Cgil-Cisl-Uil con Confindustria) è paradigmatico a quello che si assiste rispetto alla Costituzione (semipresidenzialismo e dintorni).
L’assemblea si è conclusa con un appuntamento da tenersi nella prossima settimana per costruire tutti insieme Ross@ a Milano, per affrontare nella città dell’Expo 2015 una “ripartenza” che serve come il pane, nella convinzione che “indietro non si torna”.

Aversa (CE), 18 luglio

I compagni e le compagne aderenti a Ross@ nella provincia di Caserta indicono una

ASSEMBLEA PUBBLICA

Giovedì, 18 luglio, alle 19.00 

ad Aversa, presso il centro documentazione “Le radici e le ali”, via Magenta

Seguirà una cena sociale

Viareggio, 23 luglio

Martedì 23 luglio ore 18 a Viareggio (Pineta a fianco allo Stadio dei Pini), 

Presso la Festa del circolo Caracol

Parte R.o.s.s.@ Toscana

Per un Movimento anticapitalista e libertario
contro l’attacco ai diritti sindacali, sociali e politici nel mondo del lavoro e nella società

Parteciperanno
Giorgio Cremaschi, Rete28Aprile – Opposizione CGIL
Emidia Papi, Unione Sindacale di Base
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Beni comuni e nozione di “pubblico”. Appunti per una discussione

di Giacomo Casarino 

Cinquanta sfumature del “rosso”, diceva Francesco Piccioni all’assemblea di Bologna a proposito del nostro progetto politico. Credo pertanto sia lecito (ed anche proficuo ai fini di allargare la base del confronto culturale ed acquisire potenziali consensi) non tanto correggere o integrare quanto “dare respiro” ai sette indirizzi di lavoro decisi in quella sede. Per trasformarli in punti di programma conviene problematizzarli, aprirli ad una ulteriore verifica critica, sottrarli ad ogni possibile sospetto di “parasindacalismo” e di movimentismo, dotarli in qualche modo di un fondamento di teoria politica. Credo, in sintesi, che, al di là delle campagne politiche prossime venture che essi annunciano, occorra aprirci, dopo la “Dichiarazione comune”, ad una riflessione più attenta, più analitica. La mia non vuol essere una fuga in avanti rispetto  al “tempo” politico attuale, che è quello delle assemblee territoriali, ma solo un’anticipazione di un dibattito autunnale che penso imprescindibile.
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Per una serie A… più seria

di Carlo Felici

Letta ha ottenuto dall’Europa tecnocratica dei banchieri e degli speculatori finanziari il “contentino” di una modesta “flessibilità”, che noi sappiamo bene consistere non tanto in “investimenti pubblici produttivi”, ma in un sostanziale leggero allentamento del capestro che sta letteralmente impiccando lavoratori e piccoli e medi imprenditori in Italia.
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