Il Job Act di Renzi? La solita ideologia liberista

di Giorgio Cremaschi

“Non siamo d’accordo con la cautela di Susanna Camusso o con le aperture di Maurizio Landini sulle proposte di Renzi. Dalle anticipazioni si può e si deve dare un giudizio negativo per almeno tre ragioni. Perché tutta l’ideologia del progetto è quella liberista di sempre secondo cui per creare lavoro bisogna togliere vincoli alle imprese ed esaltare la globalizzazione. La crisi economica attuale e la disoccupazione di massa sono figlie di questa ideologia.”

“La seconda ragione è che si allude ambiguamente alla estensione della indennità di disoccupazione, senza chiarire se questa si aggiunge a quello che già c’è oggi, e allora bisogna finanziarla , o lo sostituisce e allora sono o lavoratori che la pagano finendo in mezzo ad una strada.”

“La terza ragione è il contratto di inserimento con piena libertà di licenziamento per i nuovi assunti che estenderà ancora la precarietà del lavoro e che aprirà la via a licenziamenti di massa. Infatti sarà sempre più conveniente licenziare lavoratori con articolo 18 per sostituirli con nuovi assunti senza diritti.. Si sta già facendo nelle piccole aziende la liberalizzazione di Renzi lo generalizzerà alle grandi.”

“Solo per questo la CGIL é già in condizione di dire no al jobacte deve contrastarlo.”

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