Assemblea di Ross@ a Milano: un diverso bilancio

di Lutz Kühn
Cari compagni di ross@ di Milano,
sabato scorso abbiamo fatto nostra assemblea regionale ross@ a Milano. Con queste righe vorrei contribuire ad un bilancio nonché trasmettervi le mie riflessioni personali.
Secondo i miei conti hanno partecipato al massimo 100 persone. Rispetto alle nostre proiezioni siamo rimasti a meta. Mi chiedo: non hanno funzionato le nostre stime, o non ha funzionato qualcosa nella nostra mobilitazione?
L’assemblea è durata ca. 4 ore, e circa 15 compagni sono intervenuti.

Secondo mio avviso personale gli aspetti positivi sono stati l’ottimo contributo di Nicoletta Dosio (NO TAV), la comunicazione finale con la quale E. Papi ha comunicato alcune informazione che fanno pensare che questa volta (rispetto al NO Debito) si vuole organizzarsi seriamente, e il minuto di silenzio per gli immigrati ammazzati davanti a Lampedusa.
Sotto diversi altri aspetti sono rimasto delusa dell’incontro. Cercherò di seguito sintetizzare i motivi:
1) Il movimento degli operai e dei lavoratori in lotta non sono stati presenti all’assemblea, né fisicamente né tramite i contributi dei compagni. Questo considero il difetto più significativo, e penso che dobbiamo riflettere su questo aspetto. Non possiamo creare un movimento a tavolino, dobbiamo conoscere i movimenti esistenti, analizzarli e dare in loro il nostro contributo perché questi avanzino. Aspetto speculare di questo difetto è il fatto che negli interventi non abbiamo sentito come sta la classe operaia, come stanno i lavoratori, come stanno le classi popolari, tutti strangolati dagli effetti della crisi del capitalismo. Ross@ ha solamente senso se cerchiamo di nascere e crescere con un forte ancoraggio tra i lavoratori in lotta.
2) Il nostro lavoro deve basarsi su una buona analisi della situazione economica-politica-sociale che stiamo affrontando. Dobbiamo approfondire la critica al capitalismo come tale e non limitarci ad alcune delle sue espressioni politiche. Uno dei nostri pilastri è la critica alla troika e la lotta contro le politiche di austerità. Purtroppo non abbiamo sfruttato l’incontro per il lancio della campagna raccolta firma per l’abolizione dei contratti europei, come invece è stato fatto altrove. Però la critica alla troika non deve restare nostro unico pilastro. I nostri problemi tanto meno non sono limitati alla critica del sistema PD che a Milano ha avuto un peso eccessivo nella giornata. Dobbiamo cercare di conoscere la storia del capitalismo in Italia, di comprendere come funziona il capitalismo, per dirigere la critica nel senso giusto. Penso che se il nostro lavoro non si basa su un analisi d/m della società i nostri obiettivi rimangano irraggiungibili.
3) Non vogliamo diventare guida? Non siamo convinti di poter sviluppare le idee giuste per portarci fuori dal marasma in cui il capitalismo sta precipitando l’intera umanità? Io penso che da questo punto di vista dobbiamo diventare più ambiziosi.
4) Non dobbiamo neanche fare l’errore di pensare di essere gli unici di essere in grado di costruire la strada giusta (è stato detto: siamo gli unici che vogliano sia l’unità che la rottura con il centro-sinistra). Non dobbiamo sminuire il lavoro politico di tanti gruppi, partiti, organizzazioni e centri sociali che, ognuno con la sua concezione del mondo, sta cercando con tanto impegno di sviluppare la strada giusta. Mi riferisco ai tanti gruppi in Italia che fanno riferimento al marxismo-leninismo. Mi riferisco anche a quelli che sono impegnati a sviluppare una profonda critica al capitalismo italiano, sia con i fatti che con i pensieri. Dobbiamo non negarli, ma conoscerli e cercare il dialogo con loro.
5) Il 12 ottobre vado a Roma insieme a tutti gli altri lavoratori, studenti e pensionati che ci vanno. La grande massa della gente partecipa alla manifestazione per i suoi giusti sentimenti democratici e per i diritti. Secondo me l’atteggiamento “loro di là” con la FIOM, “noi (con le nostre discriminanti) in qua” rischia di isolarci in partenza. Se nel frattempo non mi vengano in mente idee migliori, porterò a Roma un cartello con la scritta “Partecipare allo sciopero generale del 12 ottobre” su un lato, e qualcosa tipo “Applicare la costituzione: sostenere le lotte degli operai dell’ILVA, Jabil e di tutti gli altri per il lavoro” sul retro.
Saluti, Lutz

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