Report dell’assemblea di ROSS@ Liguria, 24 settembre

Presenti oltre trenta tra compagne e compagni provenienti dalle province di Genova e Savona si è svolta, presso la sala del Circolo CAP di Genova, la riunione aperta di Ross@ Liguria.

Nella sua relazione introduttiva Giorgio Cremaschi ha indicato con chiarezza l’obiettivo della costruzione in Italia di un soggetto politico di sinistra anticapitalista alternativo sia al centrodestra, sia al centrosinistra considerato in tutte le sue anime.

Di fronte all’aggravamento della crisi è necessaria una soggettività politica che ponga le questioni che non vengono spiegate all’opinione pubblica.

E’ in corso una vera e propria guerra di distrazione di massa che colpisce la sinistra, provocando una grave perdita di senso critico, causando l’assenza del conflitto sociale e la perdita dei termini reali del dibattito come ad esempio sull’Europa, dove pare prevalere un ingiustificato atteggiamento acritico.

Il guasto più profondo è stato prodotto dall’antiberlusconismo, provocando il fenomeno di gran moda del “pur di vincere adottiamo i sistemi dell’avversario”.

Ormai non esiste più, in Italia, una sinistra efficacemente anticapitalista, anche per la frantumazione delle forze, per cui è necessario cominciare a scrivere una nuova storia, partendo dall’elaborazione di un pensiero critico compiuto. Non basta, in questo senso, sventolare l’identità, serve una vera e propria cesura rispetto alle storie passate della sinistra radicale.

Non ci si può più affidare semplicemente all’idea che siano i soli movimenti sociali a innescare il meccanismo della trasformazione, come ad esempio nella cosiddetta sinistra a km.0, che pure oggi svolge il primo ruolo di resistenza, laddove ci si limita alla dimensione locale, oppure a un ragionamento astratto sui beni comuni, provvisto di grande ingenuità perché non comprende la realtà che la privatizzazione dei beni comuni appare essere, nel futuro, una delle maggiori fonti di profitto. Non è un caso che la lotta più radicale oggi in Italia, la Valsusa, sempre più consapevolmente si ponga e ponga problemi politici e di potere generali.

I movimenti privi di un consolidamento politico, come accadde del resto nell’occasione del G8 del 2001, non riescono a incidere – alla fine – sulla realtà complessiva del sistema.

E’ questa un’altra delle ragioni di fondo per la quale occorre costruire una soggettività politica antagonista che, però, non può essere inventata e il percorso da compiere, in questo senso, appare quanto mai difficile.

Ross@ costituisce il tentativo da sviluppare nella direzione appena indicata, nell’assenza di una presenza politica adeguata a svolgere un compito di reale alternativa rispetto all’esistente.

Si può cominciare organizzando le forze immediatamente disponibili: dal punto di vista sociale partiamo da una parte dei militanti del sindacalismo conflittuale, in particolare provenienti dall’Unione Sindacale di Base e dalla Rete 28 Aprile della CGIL, una parte del movimento No TAV (quella non legata al M5S) e altre soggettività, collettive e individuali, della sinistra, nonché militanti e intellettuali oggi non riconducibili ad alcuna organizzazione.

Per riuscirci è necessario esprimere grande chiarezza attorno al punto riguardante l’Europa: qualsiasi idea di cambiamento non può che partire da una rottura con l’Europa il cui “vero” governo è sicuramente l’espressione più coerente delle larghe intese, frutto, infatti, dell’accordo tra Partito Popolare Europeo e Partito Socialista Europeo. Ancora sono da tenere assieme le fila del rapporto tra lavoro/reddito/drammaticità della questione sociale, collegandolo a un progetto politico e indicando, sotto quest’aspetto, il ruolo negativo svolto da CGIL, CISL, UIL. Occorrono infine azione e mobilitazione diretta (come nel caso dell’esperienza No TAV). Sotto quest’aspetto è necessario usare un linguaggio diverso da quello tradizionale della sinistra, uscendo dai termini di un confronto “democratico” interno al quadro dato di impronta liberale.

Infine: il progetto politico deve marciare di pari passo con il progetto organizzativo.

Nel complesso degli interventi sviluppatisi subito dopo la relazione di Cremaschi è stata accolta, pur con diverse sfumature, la proposta di una soggettività politica, reclamando alcuni elementi ritenuti fondativi: autonomia, alternativa, il progetto di ricomposizione sociale, l’opposizione.

In particolare è stata posta con forza la questione, già presente nella relazione di Cremaschi, della coerenza tra le azioni politiche e il comportamento personale; il tema del radicamento nelle lotte anche attraverso azioni esemplari, fino ai limiti della legalità (è stato fatto il caso di Greenpeace); il fatto che la crescita di Ross@ non possa essere affidata semplicemente alla stesura di documenti.

Specifica attenzione è stata dedicata al tema dello stravolgimento già avvenuto della Costituzione repubblicana, attraverso la modifica dell’art. 81 che ha reso obbligatorio il pareggio di bilancio: in questo senso appare del tutto riduttiva, nei contenuti, l’iniziativa meramente difensiva sul terreno costituzionale portata avanti da Landini e Rodotà che del resto, sul piano più propriamente politico, appare del tutto interna al quadro del centrosinistra.

La trasformazione deve essere culturale prima ancora che politica, anche se non si parte mai da zero: le forze debbono essere accumulate attraverso l’avvio di una fase politica attiva, con interventi nelle periferie e nelle fabbriche.

In apertura era anche stato ricordato che a Genova, in contemporanea a questa riunione, davanti a Palazzo Tursi, sede del Comune, era convocato, come tutti i martedì, un presidio, organizzato dal Forum genovese dei Beni Comuni, per contrastare il piano di privatizzazione delle aziende a partecipazione comunale (trasporto pubblico urbano, gestione del ciclo dei rifiuti, manutenzione strade, illuminazione e giardini, e altre minori), proposto dalla Giunta Doria di centrosinistra: diversi compagne e compagni che avrebbero probabilmente partecipato alla riunione di Ross@ si trovavano appunto al presidio in questione.

E’ stata notata, inoltre, l’assenza di una rappresentanza delle province di Imperia e La Spezia e avanzata la proposta di una riunione genovese da tenersi tra l’assemblea del Nord Italia prevista per il 5 Ottobre prossimo a Milano e lo sciopero e la manifestazione romana del 18-19 Ottobre, per procedere poi a una più attenta ricognizione del territorio e arrivare successivamente alla formazione di un vero e proprio coordinamento regionale.

Infine è stata richiamata la necessità di costruire una soggettività politica strutturata.

Una compagna, nel corso del suo intervento, ha anche posto la questione del superamento della “doppia tessera”.

Nel corso di molti interventi è stato fatto notare come, nel processo di costruzione di Ross@, si debba prestare una particolare attenzione ai temi della democrazia interna, riflettendo anche su quella che è stata l’esperienza del Comitato No Debito, fermo restando il fatto che quell’esperienza ha caratteristiche affatto diverse da Ross@.

Nell’intervento conclusivo Giorgio Cremaschi ha, prima di tutto, rilevato come sia emerso un accordo sui temi di fondo ed anche una mentalità complessiva, espressa dal dibattito, di volontà di misurarsi “in avanti”.

Non deve essere sottovalutato il tema dell’elaborazione teorica e politica: solo presupposto possibile per godere di una piena indipendenza sul piano culturale.

Le sconfitte si subiscono anche perché si risulta impreparati.

Occorre oltrepassare il limite della coincidenza immediata tra diritti e progetto: è l’idea di fondo di una società “altra” che deve essere ricostruita.

Il grande terreno di battaglia politica per il futuro sarà, però, quello del rapporto tra la società umana e la natura: per questo motivo occorre uscire dalla logica dell’”eterno presente”.

Infine, ribadito l’appuntamento di Milano del prossimo 5 Ottobre, Giorgio Cremaschi ha indicato i punti sui quali organizzare da subito Ross@.

  1. Si tratta di un’associazione già costituita e non di un movimento;

  2. E’ confermato, almeno per tutta la fase di avvio, il mantenimento della doppia tessera;

  3. Ross@ sarà costituita da iscritti/militanti e dovrà puntare a una propria vita autonoma, a partire dalla delicata questione economica;

  4. Ross@ non dovrà limitarsi a un’azione di fiancheggiamento dei movimenti;

  5. Ai movimenti va offerta, invece, una proposta di “consolidamento politico”.

Deve essere preso atto del fatto che in Ross@ sono presenti diverse culture politiche, con storie di durissimi scontri tra loro. Possiamo noi fare una risorsa di queste anime e dei tanti che non si riconoscono appieno in nessuna di esse per costruire una cultura antagonista comune.

Il lavoro di approfondimento sul piano culturale e del progetto deve essere intrecciato a quello relativo al funzionamento della struttura, per la quale si pensa a un soggetto di tipo “consiliare” al fine di garantire un’effettiva partecipazione di tutti, al di fuori dal leaderismo e dalla personalizzazione della politica.

Vanno posti in essere gli elementi utili a costruire un fronte anticapitalistico in processo di rottura/unità da portare avanti nel complesso della sinistra d’alternativa, costruendo una “massa critica” organizzata, assieme, in un suo nucleo centrale e sul territorio.

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