Roma, la presentazione di Ross@

Anche a Roma, come in altre città, è stata presentato pubblicamente il progetto di Ross@, il movimento politico anticapitalista che ha preso il via l’11 maggio con una assemblea nazionale a Bologna. Nelle case occupate di viale della Province (un ex palazzo dell’Inpdai), un centinaio di compagne, compagni, attivisti e soprattutto “cani sciolti”, hanno provato a trovare una prima sintesi tra l’ipotesi generale di un progetto apertamente anticapitalista, indipendente dal centro-sinistra e deciso a ricomporre un blocco sociale antagonista che la crisi e la frammentazione sociale hanno pesantemente disgregato.

 

L’introduzione di Francesco Piccioni, ex firma storica de il Manifesto, ha riassunto le questioni principali che Ross@ ha elaborato fino ad oggi con la Dichiarazione Comune, il documento di Bologna e quello ancora più dettagliato del seminario nazionale tenuto a Roma a metà giugno.

I tre documenti sono stati messi a disposizione dei presenti dentro delle apposite cartelline. “Così almeno tutti sanno di cosa e su cosa stiamo discutendo e non si gira a vuoto” viene annunciato dalla presidenza.

La rottura dell’Unione Europea, la lotta contro le politiche di austerità, il rifiuto della gabbia dell’alternanza politica e della concertazione sindacale ed infine l’ambientalismo anticapitalista, sono i quattro punti intorno ai quali Ross@ intende articolare il proprio programma di intervento nei prossimi mesi. Una introduzione che in qualche modo – e anche giustamente – ha cercato di “volare alto” e di mettere tutti i presenti di fronte ai problemi e alla impossibilità di tornare indietro, a scenari oggi irripetibili.

Un primo imbarazzato silenzio all’inizio – segno evidente della consapevolezza dei presenti – è stato rotto dagli interventi che si sono susseguiti (una dozzina in totale) e che hanno messo sul piatto sia le aspettative e le rotture inevitabili con certi riti della sinistra che l’inevitabilità di tornare a “sporcarsi le mani” dentro la realtà sociale.

Il problema non è solo lo scollamento accumulato tra i partiti della sinistra e i settori popolari, è evidente come il panorama politico ” a sinistra” sia ormai vittima di una vera e propria entropia sul piano politico, ideologico, culturale.

L’assemblea si è conclusa con la decisione di costituire un gruppo di continuità che assicuri il coordinamento degli aderenti a Ross@ a Roma e che operi su due gruppi di lavoro: uno sulle campagne nazionali in cantiere, prima fra tutti quella per il referendum contro i Trattati Europei, l’altro sulla campagna locale su Roma che in qualche modo definisca la piattaforma di intervento specifica con cui Ross@ intenderà agire dentro il conflitto sociale nella Capitale.

 

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