5 luglio, ROSS@ a Brescia

PER UN MOVIMENTO SOCIALE E POLITICO ANTICAPITALISTA E LIBERTARIO, CHE NON INSEGUA I MIRAGGI DI PICCOLI AGGIUSTAMENTI CHE IN NOME DEL MENO PEGGIO PORTANO SEMPRE AL PEGGIO.

PER RIPRENDERE LA VIA DELLA LIBERAZIONE DAL DOMINIO DEL MERCATO E DEL PROFITTO.
PER I DIRITTI SOCIALI, LA SCUOLA PUBBLICA, I BENI COMUNI E L’AMBIENTE.

PER ROMPERE IN ITALIA E IN EUROPA CON LE POLITICHE DI AUSTERITA’, PRODUTTIVITA’, FLESSIBILITA’, PRECARIETA’ E DISOCCUPAZIONE DI MASSA. CONTRO LO SFRUTTAMENTO DELLE PERSONE E LA DEVASTAZIONE DELLA NATURA.

CONTRO IL GOVERNO PD-PDL E IL PATTO CORPORATIVO TRA CGIL CISL UIL E CONFINDUSTRIA FIRMATO IL 31 MAGGIO 2013.

PER UNA VERA DEMOCRAZIA E PER IL CAMBIAMENTO SOCIALE.

ASSEMBLEA PROVINCIALE di
R.O.S.S.@
RESISTENZA ORGANIZZAZIONE SOLIDARIETA’ SOCIALISMO ANTICAPITALISMO ANTIRAZZISMO ANTIFASCISMO ANTIPATRIARCHISMO

VENERDI’ 5 LUGLIO ORE 20:30
presso il salone Buozzi in via Folonari 7
con GIORGIO CREMASCHI

con R.O.S.S.@
per un movimento politico anticapitalista e libertario

questi i punti della nostra piattaforma:

1. Rompere con l’Unione europea. Democrazia vera, diritti del lavoro (a proposito dei quali è fondamentale la riconquiste dell’art. 18), stato sociale, eguaglianza, libertà sono incompatibili con l’Europa del rigore, del fiscal compact, di Maastricht e della Troika. Non c’è nulla da rinegoziare, i trattati vanno cancellati. L’euro e il debito non ci debbono più ricattare, bisogna che i popoli conquistino la sovranità sulla moneta e sulla spesa pubblica.
2. Ridurre l’orario di lavoro e il tempo di lavoro a parità di salario, mentre il reddito deve essere garantito a chi non ha un lavoro sicuro e dignitoso. La salute e la sicurezza sul lavoro vengono prima di tutto. L’educazione e la formazione pubbliche, l’abitare, la sanità pubblica vanno garantite e tutta la società va ricostruita su nuove basi. La sola compatibilità è l’eguaglianza sociale
3. I beni comuni in mano pubblica, così come le banche e le attività strategiche. Il lavoro deve controllare la produzione e il potere pubblico deve impedire la chiusura delle aziende, le delocalizzazioni, i licenziamenti. La democrazia deve entrare in ogni luogo di lavoro. Riconversione industriale e produttiva, salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale, intervento pubblico generalizzato nella economia. No al TAV e alle grandi opere. No alla militarizzazione dei territori per favorire la devastazione ambientale:
4. Libertà delle donne contro l’oppressione patriarcale, libertà e cittadinanza dei migranti contro le leggi schiaviste, libertà e diritti delle persone contro i poteri del mercato e delle burocrazie autoritarie.
5. Una politica fiscale immediatamente e fortemente redistributiva verso i redditi fissi, da lavoro e pensione, a danno della grande rendita, del grande capitale, delle ricchezze private e dell’evasione.
6. Pace e disarmo, con la fine immediata di tutte le missioni militari all’estero e di tutte le spese di guerra. Liberazione dalle servitù militari e dall’occupazione  imperialista dei nostri territori.
7. Una vera democrazia fondata su una legge elettorale proporzionale pura, sulla distruzione dei privilegi delle caste, sul diritto dei lavoratori a decidere liberamente su chi li rappresenta e sugli accordi, sulla partecipazione, sui referendum, sul diritto a decidere delle popolazioni nel territorio. Diciamo no al presidenzialismo e all’autoritarismo plebiscitario che mirano a distruggere la Costituzione Repubblicana. No alla repressione dei movimenti e dei conflitti. Libertà per le/i compagne/i arrestate/i.

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