Ross@ a Bari. Report dell’incontro

di Imma Barbarossa

A Bari la muraglia non è la muraglia cinese,ma un muro di cinta che racchiudeva la città medievale,il borgo antico, abitato da pescatori e marinai (che avevano rubato la statua di S.Nicola ai Turchi). Poi venne Gioacchino Murat…

Sotto la muraglia è stata ricavata una sala comunale con mura spesse (infatti non c’è campo per i telefonini e…per il tablet di Giorgio Cremaschi ), sul mare Adriatico.

Qui si è presentata R.o.s.s.@ il 24 giugno in un’assemblea regionale, partecipata per quantità (oltre 60 donne e uomini) e attenzione. Sono intervenuti compagni operai delle fabbriche in lotta (Bosch, Natuzzi), compagni/e della Rete 28 aprile e della USB, molte donne, tra cui una esponente dell’Associazione “Donne per Taranto” con un intervento appassionato sui disastri ambientali e umani prodotti dall’Ilva, due giovani donne del collettivo “Cime di queer”, che hanno posto la questione di genere e della libertà di orientamento sessuale come questione politica di libertà (Ketty ci ha ricordato che i Pride devono essere momenti di lotta e di trasgressione vera, intreccio di lotta di classe e conflitto di genere, non sponsorizzati dalla Confindustria), docenti universitari, il compagno consigliere comunale di “Brindisi bene comune” (che ci ha esortato a stare nella vita quotidiana della gente in maniera non ideologica).

Erano presenti Emidia Papi (che è intervenuta riportandoci alla concretezza delle condizioni materiali del lavoro e del non lavoro) ed Eleonora Forenza. Presenti i dirigenti cittadini del PRC con un intervento attento e partecipe del responsabile lavoro.

Cremaschi ha posto l’accento, nell’intervento conclusivo, sulla necessità di un soggetto anticapitalista che, a partire dall’analisi dei processi reali, sfati i luoghi comuni (a partire dall’Europa) che presentano la crisi come un fatto oggettivo e ineluttabile, metta a nudo il ruolo nefasto e complice del PD, del centrosinistra e delle grandi centrali sindacali (il protocollo del 31 maggio devastante sul piano democratico e costituzionale e sul piano delle condizioni materiali dei lavoratori e lavoratrici), agisca nei conflitti materiali, segni una vera e propria rottura con il sistema PD (e il suo neoliberismo) e costruisca senso comune antagonista.

Avendo raccolto le adesioni, ci siamo lasciati/e per rivederci lunedì 1° luglio per discutere su come andare avanti.

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