Un movimento anticapitalista che si presenta come feticista

di Lorenzo Veronesi

Perdonatemi la deformazione professionale, ma questa volta la vorrei utilizzare a fin di bene.  Dopo aver operato in ambito pubblicitario e nella comunicazione fino all’altro ieri, ormai so come vanno a finire certe cose.  Spontaneamente e senza alcun motivo fondato, si inizia ad utilizzare un elemento distintivo e poi,  col passare del tempo, questo diventa  stabilmente acquisito. Visibilmente assodato. A questo punto, qualsiasi sua revisione o  sostituzione migliorativa diventa assai ardua.  Infatti, per quanto poco pertinente, tra la  rappresentazione simbolica ed il suo referente reale si è venuta ormai a consolidare  una simbiosi visiva.       

Quindi, prima che la chiocciolina nel finale di ROSS@ diventi una consuetudine, sento l’urgenza di porvi rimedio. Ma perché questa necessità ? Semplicemente perché la trovo fuorviante, assai poco caratterizzante ed alquanto banalizzante. E mi rincrescerebbe molto che diventasse, per abitudine, parte integrante del ns elemento distintivo. Anche perché non mi pare proprio che il WWW rappresenti  l’ ossatura di quel progetto che intende realizzare addirittura  il socialismo del XXI° secolo.  
E se per fortuna siamo immuni da certi feticismi dilaganti, allora  perché utilizzarne l’iconografia per qualificare la nostra immagine? Perché dovremmo rappresentarci con dei simboli che connotano potenzialità certamente innovative, ma che sono e ri-mangono esclusivamente strumenti e canali che veicolano la ns proposta?  
Tra l’altro  nemmeno ri-conducibile all’ e- commerce  e né  all’ e-government, bensì alla politica. E che proposta  politica!  D’una ambizione tanto  temeraria quanto indispensabile. E questa valenza non può certo esprimerla la timi-da, comune e iper svalutata chiocciola. Così come risulta troppo debole per contenere orizzonti  ben più ampi, significativi ed impegnativi.        
Negli anni 70  nemmeno lo spontaneismo più situazionista o la radicalità più antisistema ha mai ritenuto di dover utilizzare  l’emblema del ciclostile per qualificare il proprio progetto di alternativa. Eppure, tutti ne riconoscevano ed avevano fatta propria la portata epocale assunta da matrici, inchi-ostri e manovelle per la diffusione di una coscienza di classe o di una cultura alternativa. Ma tutti li apprezzavano per quello che effettivamente erano. Mezzi da gestire. Dunque, perché mai oggi dovremmo legare il ns esistere ad uno strumento piuttosto che alla  proget-tualità del cambiamento ?       
Quindi, il primo motivo che mi porta a sconsigliare l’utilizzo dell’  at  è proprio la sua mancata ri-spondenza con quanto andremo in giro a dire, proporre e fare. Il secondo è imputabile alla sua diffusione. Ormai è così talmente inflazionato a livello di promozioni commerciali da neutralizzare ogni pretesa di significanza innovativa e proiezione verso il futuro. An-che se dovessimo adottarlo per proporci come consulenti informatici. Per dirla brutalmente, non ritengo proprio che questo svolazzo finale possa caratterizzarci adeguata-mente e nè, tantomeno, attivare riconoscimento e connessioni empatiche. Anzi, appiattisce, confonde, svilisce e banalizza la ns identità. Ci affoga nell’ indistinguibile moltitudine di immagini similari in circolazione dovunque , comunque e nonostante tutto. E allora?       
Quindi, vorrei sottoporvi alcune proposte relative ad un possibile logo. Ipotesi sulle quali chiamo a raccolta un provvidenziale gruppo di lavoro per meglio definirle, strutturarle ed implementarle nelle loro varie applicazioni.  
Sia chiaro, i bozzetti che seguono sono tutt’altro che esaustivi e definitivi.  Pur elaborati  con l’ urgenza di cui sopra, rappresentano comunque un  valido punto di partenza in quanto veicolano alcuni concetti definiti, distintivi e discriminatori .  In particolare :  
URGENZA   TENSIONE   –   DINAMISMO –  ATTUALITA’ IN MOVIMENTO RIFERIMENTI STORICI  –  APPARTENENZA DEFINITA   -IDENTITA’  ATTUALIZZATA  
A mio parere, sarebbe anche utile poter rappresentare visivamente  concetti come     INTRANSIGENZA  – RISOLUTEZZA – IMPATTO AGGREGAZIONE –  RICOMPOSIZIONE   DI  DIVERSITA’  PER  UNA MAGGIOR  INCISIVITA’ ROTTURA   – RADICALITA’   –   FORZA D’ URTO DI PROGETTUALITA’ GLOBALE  

Bene, direi che quanto detto può bastare.
Se qualche altro compagno condivide le mie riflessioni e vuole farsi avanti  mi interpelli pure al recapito  veronesi. lor@libero.it

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