Bari, 24 giugno

Se faccio del bene ai poveri mi dicono che sono una brava persona. Se chiedo perché ci sono i poveri, mi dicono che sono un comunista (Monsignor Hamara, teologo della liberazione)

Mostra i denti il pescecane / e si vede che li ha / Mackie Messer ha un coltello / ma vedere non lo fa (Bertold Brecht, L’opera da tre soldi)

R.O.S.S.@ – Rete o Resistenza, Organizzata, Sociale, Solidale, Anticapitalista

Ci incontriamo a Bari il 24 giugno alle ore 18 presso il Fortino S: Antonio al lungomare in un’assemblea regionale a cui parteciperà Giorgio Cremaschi

Interverranno lavoratori e lavoratrici, attivisti/e sindacali (Bosch, Bridgestone, Eurosafety, Ilva, Om Carrelli, Transcom), associazioni (Brindisi Bene Comune, Cime di queer, Donne per Taranto, Epic, Italia Giusta Modugno).

Chi siamo

donne e uomini militanti e attivisti/e nella sinistra sociale, sindacale, politica, alternativa, anticapitalista, antipatriarcale, attivi/e in movimenti, associazioni, reti, soggettività lesbiche, gay, queer.

Cosa vogliamo

costruire l’opposizione allo stato di cose presente, analisi critiche e percorsi di lotta contro i poteri forti, le politiche della Troika europea e del governo PD-PDL, contro le destre, contro il centrosinistra e le sinistre complici, comunque camuffate. Percorsi di lotta territoriali ma all’interno di un progetto nazionale ed europeo, in maniera molecolare contro questo capitalismo che invade e distrugge le vite umane e non umane, i nostri corpi,la natura, corrompe il senso comune, annulla il nesso tra condizione e coscienza.

Noi vogliamo

  1. Rompere con l’Unione Europea. Democrazia vera, diritti del lavoro (a proposito dei quali è fondamentale la riconquista dell’art.18 ), stato sociale,eguaglianza, libertà sono incompatibili con l’Europa del rigore, del fiscal compact, di Maastricht e della Troika. Non c’è nulla da rinegoziare, i trattati vanno cancellati. L’euro e il debito non ci debbono più ricattare, bisogna che i popoli conquistino la sovranità sulla moneta e sulla spesa pubblica.
  2. Ridurre l’orario di lavoro e il tempo di lavoro a parità di salario, mentre il reddito deve essere garantito a chi non ha un lavoro sicuro e dignitoso. La salute e la sicurezza sul lavoro vengono prima di tutto. L’educazione e la formazione pubbliche, l’abitare, la sanità pubblica vanno garantite e tutta la società va ricostruita su nuove basi. La sola compatibilità è l’eguaglianza sociale.
  3. I beni comuni in mano pubblica, così come le banche e le attività strategiche. Il lavoro deve controllare la produzione e il potere pubblico deve impedire la chiusura delle aziende, le delocalizzazioni, i licenziamenti,anche attraverso la nazionalizzazione di aziende che non rispettano gli standard della sicurezza e dell’ambiente. La democrazia deve entrare in ogni luogo di lavoro. Riconversione industriale e produttiva, salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale, intervento pubblico generalizzato nell’economia,anche attraverso un grande riscatto delle popolazioni del Mezzogiorno. No alla Tav e alle grandi opere. No alla militarizzazione dei territori per favorire la devastazione ambientale.
  4. Libertà delle donne contro l’oppressione patriarcale, libertà e cittadinanza dei e delle migranti contro le leggi schiaviste, libertà e diritti delle persone contro i poteri del mercato e delle burocrazie autoritarie.
  5. Una politica fiscale immediatamente e fortemente redistributiva verso i redditi fissi, da lavoro e pensione, a danno della grande rendita, del grande capitale, delle ricchezze private e dell’evasione .
  6. Pace e disarmo,con la fine immediata di tutte le missioni militari all’estero e di tutte le spese di guerra. Liberazione dalle servitù militari e dall’occupazione imperialista dei nostri territori.
  7. Una vera democrazia fondata su una legge elettorale proporzionale pura, sulla distruzione dei privilegi delle caste, sul diritto di lavoratori e lavoratrici a decidere liberamente su chi li/le rappresenta e sugli accordi, sulla partecipazione, sui referendum, sul diritto a decidere delle popolazioni nel territorio. Diciamo NO al presidenzialismo e all’autoritarismo plebiscitario che mirano a distruggere la Costituzione Repubblicana. No alla repressione dei movimenti e dei conflitti. Libertà per le/i compagne/ arrestate/i.

Perché lo facciamo

Perché non vogliamo rassegnarci, perché siamo indignati/e, perché pensiamo che le cose possono ancora cambiare. Anche subito.

R.O.S.S.@ pugliese

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