Riflessioni a caldo da Napoli

di Nicola Vetrano, Napoli

Alcune riflessioni a caldo sull’assemblea di Bologna seguita in streaming:

  1. parto da quella più importante a mio avviso: questo nuovo soggetto che proviamo a costruire deve avere nei suoi principi fondativi la lotta al patriarcato, non è possibile che ancora ieri vi sia stato un ODG separato presentato solo dalle donne sul punto, CHE NON E’ AGGIUNTIVO, MA STRATEGICO, SIA PER IL FUTURO DI UN SOGGETTO ANTICAPITALISTICO, CHE PER ESSERE ALL’ALTEZZA DI QUANTO AVVIENE NELLA SOCIETA’ in cambiamento. Io mi ritengo firmatario dell’ordine del giorno presentato dalla compagna Barbarossa, ma i suoi contenuti dovevano far parte dell’unitario ODG finale: la lotta delle donne è l’incessante motore del cambiamento attuale, dalla Valsusa a Chiaiano, dall’Iran all’Egitto, dalla Tunisia alla Palestina, dall’India al Brasile, dall’Ucraina alla Russia, demistificando i codici autoritari e bigotti del potere dominante maschile, sempre più in crisi, perché messo in discussione nella quotidianità, ma arroccato nelle “cittadelle dove si decide”.
  2. Esaurito il punto 1, che ritengo decisivo sull’organizzazione, non vorrei che si ripercorresse la strada classica da un lato delle assemblee regionali, dall’altro del lavoro poco conoscibile di un gruppo ristretto fondatore a livello nazionale: va bene, come dice Cremaschi, procedere per consenso, ma per decidere cosa? La mitica organizzazione della manifestazione di ottobre o come stare in campo da subito contro la crisi, il governo ed il capitalismo, tra solidarietà, organizzazione del conflitto e battaglia delle idee, QUI ED ORA, NON SOLO ACCOMPAGNANDO I CONFLITTI CHE ALTRI PROMUOVONO, MA METTENDO LA NOSTRA CREATIVITA’ RIVOLUZIONARIA NELLA ORGANIZZAZIONE DI CONFLITTI CHE CONFIGURINO UN EMPOWERMENT DEL NOSTRO BLOCCO SOCIALE DI RIFERIMENTO, BLOCCO SOCIALE NEL QUALE NON CI SIAMO SOLO NOI, ANZI NE SIAMO PARTE PER ORA POCO INFLUENTE. AD ES. COME CONTRIBUIAMO ALLA ESTENSIONE E RADICALITA’ DELLE LOTTE IN VAL DI SUSA, DI QUELLE DEI BLOCCHI PRECARI METROPOLITANI A ROMA, DI QUELLE DEI DISOCCUPATI ORGANIZZATI, METICCIATI CON MIGRANTI E PRECARI, DI NAPOLI? Ed ancora, fa parte della costruzione dal basso del nostro soggetto la promozione di incontri, dibattiti, iniziative concrete per sganciarsi dalla signoria economicistica del fiscal compact e su come lo combattiamo nelle sue infami e classiste ricadute sociali, ad es., in Campania affrontando alla radice lo sfascio programmato e voluto del trasporto pubblico locale? E come ci approcciamo alle lotte popolari e femministe dei popoli della Tunisia, dell’Egitto, o all’aggressione imperialista in atto alla Siria, come precedentemente a quella neocoloniale al Malì, fatta senza tener presente che la lotta militare al fondamentalismo rafforza alla fine quest’ultimo? Promuoviamo momenti concreti di confronto ed intreccio solidale e paritetico in ambito euro mediterraneo, a mio avviso, cimentandoci con le velocità intrecciate delle rispettive economie dentro la totalizzazione capitalistica a più gironi.
  3. Giorgio Cremaschi è il nostro coordinatore? Se lo è, investiamolo formalmente da subito, non creiamo finzioni, per le quali lui lo è di fatto, ma non di diritto: a mio avviso un uomo ed una donna dovrebbero coordinare il lavoro politico di costruzione del soggetto e delle lotte, le due cose simul stabunt, simul cadent. Ma se Giorgio è il coordinatore, deve FRAGOROSAMENTE LASCIARE LA CGIL E QUESTA VICENDA, DOPO I GRAVI FATTI DEL 30 APRILE, E LA PROTESTA DI NAPOLI DEL 1° MAGGIO, MERITA UN SURPLUS DI ATTENZIONE, APRIREBBE DAVANTI AI LAVORATORI UN VULNUS GRAVE AL SINDACATO DI REGIME, PER CUI VA FATTA ORA: IN POLITICA, COME NELLA VITA L’ATTIMO FUGGENTE NON TORNA PIU’. SE CIO’ NON SI FA, NON SI VUOLE FARE SUL SERIO, A MIO AVVISO, NELLA COSTRUZIONE DI UN SOGGETTO DALLE PRATICHE FUORI DALLE LITURGIE UN TANTINELLO OPPORTUNISTICHE DEL PASSATO
  4. Il movimento 5 stelle: non condivido in merito l’analisi semplificatoria di Cremaschi in merito ad un soggetto con cui invece va costruita una relazione incalzante: esso, nell’immediato, può essere sponda istituzionale di strategiche battaglie su reddito, ritiro truppe dall’Afganistan, lotta agli sprechi ed ai boiardi di Stato, polemica frontale con Napolitano: utilizziamo noi loro come sponda in comuni battaglie, o no? A Parma come sta amministrando il Sindaco Pizzarotti? Andiamo nel merito delle questioni e dei vincoli, ad es. i contratti-capestro sull’inceneritore o la questione della grande azienda privatistica del Nord per la gestione di gas ed energia che Pizzarotti si è trovata su Parma già bella e costruita da PD e Pdl. Non è trovando elementi di distinzione dal 5 Stelle che andremo avanti, soprattutto perché ora non abbiamo l’assillo elettorale. O no?
  5. Il Sud avanguardia della deregolamentazione capitalistica: basta descrivere questo processo come un dato, ora avviamo vertenze di lotta, come a Grottaminarda e pratiche sindacali – anche con rotture clamorose, come chiedeva il Primo Maggio la piazza di Bagnoli per ricomporre lavoratori italiani e migranti, pensionati, studenti, casalinghe su semplici obbiettivi: la prima regola sia il contratto a tempo indeterminato, strappato area per area anche intrecciandolo con formule serie ed a verifica di incentivo all’ìmprenditore, soprattutto delle PMI, che si impegni per davvero a questa formula assuntiva; l’altra regola sia il reddito per chi perde il lavoro: due scelte anticicliche, ancora dentro le compatibilità del sistema, che però invertono la tendenza che dal Sud sta travolgendo chi in Italia lavora; l’obbiettivo deve essere anche la sperimentazione dell’autogestione operaia, come a Grottaminarda, non aspettando il salvifico padrone nuovo che investa. E nel Sud, entriamo da compagni fraterni di lotta nelle iniziative per un territorio sano, tutte, da Chiaiano a Napoli contro la Regione a Taranto.
  6. Si è detto che caratteristica del nuovo soggetto è l’essere fuori dai rapporti con il Centro sinistra: bisogna allora che gli eletti che fanno riferimento a questo nuovo soggetto promuovano la rottura politica ed emblematica nei Comuni, smettendola di amministrare i dissesti: possiamo stare solo in amministrazioni che violino deliberatamente il patto di stabilità. Se De Magistris apre al PD, FUORI SUBITO DALLA GIUNTA DI NAPOLI, SENZA FURBESCHI E POLITICISTICI DISTINGUO, LA VERA DISTINZIONE NON E’ DAL 5 STELLE, CHE TROVEREMO ASSIEME A NOI IN TANTE LOTTE, MA DAL GOVERNISSIMO E CHI CERCA LI’ PROTEZIONE. SE ACCUMULEREMO FORZA SOCIALE, EGEMONIA POLITICO-CULTURALE SULLA NATURA STRUTTURALE DELLA CRISI, DA QUELLA POSIZIONE POTREMO ANCHE DIALOGARE IN SEGUITO CON QUELLO CHE SARA’ DIVENTATO IL CENTRO SINISTRA, OVE MAI, NELL’INCALZARE DELLA CRISI, QUALCHE SPIRAGLIO DI DIALOGO ESSO VOLESSE APRIRE SULLE COSE CONCRETE DA FARE. LO STESSO VALE PER LE POLITICHE ANTIRAZZISTE ISTITUZIONALI, QUELLE MAI INVERTITE, NELL’ULTIMO VENTENNIO, ANCHE NEI PERIODI DI PARTECIPAZIONE AI GOVERNI DA PARTE DELLA COSIDETTA SINISTRA RADICALE: SI PARTA DALLO IUS SOLI, TENDENDO A RICOMPORRE, NON AD ACCETTARE LA GUERRA DEI PENULTIMI CONTRO GLI ULTIMI, PER UNA RIPRESA ED ALLARGAMENTO DELLA LOTTA DI CLASSE AL SOGGETTO MIGRANTE.
  7. Vendola lavora su una prospettiva diversa da noi, illusoria a nostro avviso; ma non è il nostro avversario, e la interlocuzione con Rodotà sul tema strategico dei beni comuni, dell’allargamento delle frontiere del diritto verso un Noi collettivo che sostituisca l’Io proprietario è terreno vitale e fecondo per la nostra iniziativa, ineludibile. Basta con lo scontro con chi ti è più prossimo, impattiamo per davvero l’avversario di classe
  8. La battaglia delle idee: promuoviamo terreni comuni di iniziativa e di partecipazione che parlino all’intellettualità diffusa dell’attualità politica della storia italiana ed europea della lotta di classe, della lotta delle donne, della lotta per la ricomposizione della faglia sempre aperta tra umano e naturale, dell’intreccio interetnico senza differenzialismi, ma anche senza ridurre il dramma della migrazione ad una idea assistenzialistica. Promuoviamo una discussione di fondo sulla finzione dell’Euro moneta comune che, con tassi d’interesse differenziati sui rispettivi titoli di Stato, nasconde il persistere di squilibri tra le vecchie monete nazionali; organizziamo il nuovo sindacato di classe e confederale che in Italia ed in Europa lotti per livelli salariali omogenei ed al rialzo come risposta anticlica alla crisi, costruendo anche politicamente l’unità della classe operaia europea, ma partendo dalle condizioni comuni dei Paesi che sul Mediterraneo affacciano in primis; ed ancora Il libro di Rino Malinconico va presentato presto e bene, a Napoli, in Campania, in Italia, ed altri testi preziosi vanno fatti diventare la nostra “contemporanea cassetta degli attrezzi”. Approfondiamo le dinamiche della riscossione dei tributi e dei contributi affidata ad un soggetto pubblico con aggio da antico pubblicano romano, come Equitalia, ed anche delle difficoltà dei giovani professionisti cui sempre maggiori barriere familiste, fiscali, previdenziali, di ritardo dei pagamenti della P.A. impediscono l’affermazione; tutte tematiche e problemi concreti che possono creare nuove solidarietà tra ceti differenti, ma uniti da una comune condizione di sfruttati, precari, ricattati, nel nuovo blocco sociale di riferimento. L’idea di una nazionalizzazione delle banche per finanziare ricerca, sviluppo, nuove intraprese nella tutela dei diritti e dei beni culturali va elaborata e lanciata con forza.
  9. La sfida sociale è ora, da ora vanno dati segnali di lotta, l’autunno lo costruiamo ora, per il soggetto politico ci vuole più tempo, ma senza le liturgie ed i non detti della politica tradizionale, fatta da borghesi che d’estate avevano molto tempo per riposare: oggi l’incessante frenesia del capitale non consente tutto ciò al 90% della popolazione e dobbiamo essere, anche nella tempistica, in sintonia con esso.
  10. Da subito parta una rete nazionale di assistenza legale, amministrativa, giudiziaria e stragiudiziaria per la casa, il lavoro, i diritti sociali, l’inclusione, la tutela delle differenze, i consumi naturali ed a costo ridotto, l’acqua effettivamente pubblica, i servizi a rete garantiti a prezzo accessibile, contro speculazioni usurarie anche sui mutui ed assicurazioni sulla RC Auto e su altre forme di assicurazione obbligatoria; daremo spazio così ad espressioni di volontariato che su questi temi lavora da anni, ed anche, a prezzi politici e con l’utilizzo del patrocinio a spese dello Stato, consentendo anche ai giovani avvocati proletarizzati di oggi di tornare appieno a difendere e rappresentare le ragioni del “loro blocco sociale di riferimento” ed ad essere fino in fondo in senso alto “avvocati dei poveri”. Riconnettendosi per davvero con tutti coloro cui nulla il Capitale garantisce.

Questa la mia modesta proposta per il tempo presente e la costruzione del nostro soggetto.

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