Scusate, ma non c’è il M5S?

di Marco Mamone Capria

«Noi lottiamo per la costruzione di una rappresentanza politica che non abbia come prima e unica ragione la presenza nelle istituzioni, ma che sia strumento della ricomposizione e organizzazione conflittuale del blocco sociale degli oppressi. Nessuno si deve più vergognare e isolare per la sua povertà, solo le relazioni solidali e il conflitto rompono la solitudine.»

Scusate: ma il M5S non è esattamente questo? Ricordate lo slogan di Grillo: “Nessuno deve restare indietro”? Mi meraviglio che nel manifesto (con il quale sostanzialmente concordo) si parli così poco della rivoluzione politica (non ancora economica, ovviamente) costituita dall’entrata nel parlamento dei deputati del M5S.

L’unico partito, in tutta la storia repubblicana (almeno a quanto mi risulta), che abbia detto: «Io non chiedo il tuo voto, non mi interessa il tuo voto senza la tua partecipazione alla cosa pubblica, il tuo coinvolgimento diretto, se il tuo voto per il M5S è una semplice delega a qualcuno che decida al tuo posto, non votarci» (http://www.beppegrillo.it/2013/02/lettera_agli_italiani.html).

L’unico partito che, attraverso un limite alla presenza dei suoi deputati in parlamento (due legislature) ha tagliato alla radice la trasformazione del movimento in sistema di potere diretto da una casta politica.

Non tenerne adeguato conto mi sembra un grave errore.

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